Gli scritti
- POESIA
- DISCORSO IN OCCASIONE DEL CESSATO SERVIZIO PARROCCHIALE

Poesia
IO VEDO TE
Quando all'alba mi sveglio,
nel biancore del cielo
e nella quiete delle genti,
io vedo Te!
Quando, al meriggio,
il sole splende ed arde e infonde vita,
nel torchio del travaglio e del sudore,
io vedo Te!
Ed al tramonto,
nel baluginante ritorno della sera,
nel trionfo dell'ombra sulla luce
e della requie sullo stress del giorno,
io vedo Te!
Non mi seduce
l'ombra sui vetri...
l'icona sui cancelli...;
non mi affascina il tono d'un messaggio
né il volto d'una estatica veggente,
né la pietà del credulo devoto.
Io vedo Te, Maria,
Madre di Cristo e Madre della Chiesa,
nelle pagine vive del Vangelo,
nella meschina storia d'una vita
che può essere mia...
che può essere d'altri...
nella serenità delle claustrali,
nelle fatiche d'ogni missionario,
nell'opra faticosa del pastore,
nel quotidiano viver delle madri.
Sì, nevi eterne ed impeto di venti,
sì, lo stormir di foglie
e il lento scorrere dei fiumi;
sì, la violenza ed il fragor delle onde,
il canto melodioso d'un uccello,
l'aroma di una rosa e, più, d'un giglio
mi parlano di TE!...
Ma più di tutto e di tutti,
in me, con me, per me,
a me vicina
sempre io ti vedo!...
Ti vedo
nel respiro affannoso del morente,
nel riso dell'infante,
nell'ansia del preoccupato,
nella sfiducia del disperato,
nel malato che soffre,
o in chi manca di lavoro,
o geme sotto il "peso",
o anela a giustizia e libertà,
nell'incubo dello spaurito
e di chi stenta a risalir la china,
in chi si sforza a uscir dalla bufera,
in chi aspira alla pace.
Là tu sei,
io vedo te, Maria,
Madre, conforto e speme.
Ercolano 1980