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Le origini del Santuario di S. Maria a Pugliano
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L’attuale
zona di Pugliano, dove oggi è ubicato il Santuario, era nell’antichità un
fitto bosco, parte integrante della macchia mediterranea che ricopriva le
pendici del Vesuvio. Tra la montagna e il mare era, allora, un ininterrotto
susseguirsi di filari di pini, una stupenda distesa di prati e di fiori,
talché il celebre Plinio poteva entusiasticamente affermare che la natura si
era compiaciuta di far mostra in un solo luogo di tutta la sua bellezza (Plin.
N. H. :111, V, 40).
Ma, in
seguito all’eruzione del 79 d. C., un'immane colata di fango e di materiale
piroclastico seppellì Ercolano e trasformò totalmente 1'aspetto dei luoghi
intorno al monte. Anche il nostro bosco fu travolto da quella spaventosa
alluvione. Spogliato degli alberi e di ogni altro elemento vegetativo, divenne
una spianata ricoperta di fango e di cenere.
Su questo strato composito fu poi costruito un oratorio dedicato alla
Vergine, nucleo originario di quel tempio di Pugliano, a proposito del quale
così scrive il Rosini: “ Positum est in veteri terra (ita enim aggestos
cineres Tito aevo e monte effusos nominant”) (Rosini,1797 : cap. IV, n.
14, pag. 24
Una tavola incisa e dipinta all'acquatinta,
tratta dal Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicile del famoso abate Saint - Non, mostra
un'eccellente ricostruzione del « bosco supra Resina » che circonda l' oratorio (fig. 1).
Non sappiamo quanto tempo il bosco (con 1'oratorio) seppe resistere alle
successive e frequenti eruzioni del vulcano, ma è certo che nell'undicesimo
sec. il santuario di Pugliano sorge al centro dell'attuale piazza in tutta la
sua maestà.
L'ubicazione del tempio, isolato sulla collina ed esposto continuamente
alle insidie del Vesuvio, appare evidente in tutta una serie di disegni,
incisioni e vedute del XVII e XVIII secolo.
Origine del nome "Pugliano"
Circa l'origine del termine «Pugliano»,
alcuni, forse a torto, vorrebbero farlo derivare da una deformazione del nome
Ampellone. Ciò è improbabile perché «Pugliano»
é
di origine latina, mentre «Ampellone» è
di origine greca. Se ci fosse stata
corruzione, il nome originario sarebbe caduto in disuso, cosa che non è
avvenuta.
Pugliano indicherebbe piuttosto un luogo,
ed é parola
di origine classica; Ampellone
é
un titolo popolaresco della Madonna, ed è
di origine bizantina.
Secondo il Rosini, «Pugliano deriva dalla
corruzione dell'espressione "fondo
Polliano", o Publiano,
oppure
Apolloniano,
dal nome dell’antico padrone del fondo
stesso, che si chiamava Pollio, o
Publio, o Apollonio.
Per il Galante Pugliano viene da
Pollianum;
cioé villa di Pollio. I Pollio
erano facoltosi patrizi che avevano
altre proprietà a Pompei, a Posillipo e a Sorrento nel luogo comunemente
indicato «Bagno della regina Giovanna».
E’ da notare che in Italia esistono altre
località che hanno lo stesso nome, non tutte legate alla devozione mariana.
Essi sono: Pugliano di Paliano (Frosinone);
Pugliano di Teano (Caserta); Pugliano a S. Giuliano Terme (Pisa); Pugliano a
Bianco (Reggio Calabria); Montecorvino Pugliano (Salerno); Montecopiolo
Pugliano (Pesaro e Urbino); Minucciano Pugliano (Lucca).
Sono inoltre da registrare:
Puglianello (Benevento)
Puglianello Camporgiano (Lucca) Pugliano Milanese (Milano)
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ALLE ORIGINI DELLA FEDE CRISTIANA A ERCOLANO
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La tradizione vuole che il
Vangelo ad Ercolano sia stato annunziato dall'apostolo Pietro. Il
coro e la navata centrale della Basilica di S. Maria a Pugliano
conservano la memoria di questo primo annuncio della Fede, e insigni
monumenti documentano la venerazione della Croce fin dai tempi
apostolici. |
LA CROCE DI ERCOLANO
I SARCOFAGI
IL BATTISTERO
IL CRISTO NERO
LA NUOVA IMMAGINE DELLA VERGINE DI PUGLIANO
MARIA MODELLO DI
VITA CRISTIANA
LA BASILICA E LA
PIAZZA DALL’800 AD OGGI
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LA CROCE DI ERCOLANO
Primo segno della Croce Cristiana scoperta
nel 1938. Ricorreva, allora, il secondo centenario degli scavi e l'archeologo
Amedeo Maiuri volle denominare il luogo "Casa del bicentenario". L'insigne archeologo, parlando di questo segno della Croce, affermava: "E'
il segno della Croce Cristiana. Lo confermano tutti i particolari, tutti i
contorni, tutte le circostanze.
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I
SARCOFAGI
È ancora il Santua rio di Pugliano con i Sarcofagi
(tombe pagane del II e IV secolo) adattati ad altari (dal XI al XVI secolo) a
conservare la memoria della seconda evangelizzazione operata dai monaci Basiliani presenti nella nostra terra in un momento di ripresa e bonifica del
territorio. È sempre il segno della Croce , memoria della Pasqua del Signore
Crocifisso e risorto, inciso sui Sarcofagi, a riproporre il messaggio di Vita. “Gesù
Cristo vince”; “Croce da Adorare per la quale tutto il mondo è stato
illuminato”.
Fu in questo contesto che l’annuncio del Vangelo,
perché restasse limpido e vivo nella nostra terra, fu riproposto guardando a
Maria, modello di vita Cristiana. Lei, la fedelissima tra i discepoli del
Signore, fu invocata come Madre,perché potesse nei secoli guidarci con
la sua fede limpidissima verso Cristo Signore; come Maestra, perché
additandoci il Maestro Divino, Via, Verità e Vita, potesse anche a noi ripetere
“Fate tutto quello che Egli vi dirà” ; Regina, perché, immagine della
chiesa senza ruga e senza macchia, mostrasse a noi, Chiesa pellegrinante, la
via della carità e della perfetta unione con Cristo.
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IL
BATTISTERO
È il più antico dei paesi vesuviani (si battezzava già
nel secolo XIII). In questo nuovo fervore di vita cristiana, la Basilica di Pugliano
si arricchisce di nuovi segni.
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IL CRISTO
NERO
Antico e prezioso
Crocifisso ligneo fatto nella seconda metà del secolo XIII. Fin dal medioevo il
Santuario di Pugliano è stato sempre il luogo privilegiato per lucrare le
Indulgenze. Il famoso storico Celano, nella sua guida di Napoli, parlando del
Santuario di Pugliano dice: “Frequentatissima
stazione per le molte Indulgenze che vi sono è la Basilica di Pugliano…”.
Il Sommo Pontefice
Gregorio XIII, ad istanza del Cardinale Colonna, protettore della Basilica, con
bolla del 13 giugno 1579, confermava tutte le antiche Indulgenze concesse dai
suoi predecessori. (la minuta della Bolla papale è stata rinvenuta nella
ricerca effettuata presso l’archivio segreto Vaticano); il Galante, parlando di
Pugliano, afferma: “Copiosissime sono le
indulgenze, largite dai Sommi Pontefici al Santuario di Pugliano, e tali che
presso di noi trovano uguale riscontro solo nella chiesa di S. Pietro ad Aram,
estese poi anche alla cappella tesoro di San Gennaro”
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LA NUOVA
IMMAGINE DELLA VERGINE DI PUGLIANO
Scultura lignea
dei primi anni del XIV secolo. Sostituisce l’antica icona della Madonna di
Ampellone o Madonna Antica. Il titolo Madonna di Ampellone risale certamente al
tempo in cui a Napoli e nei dintorni si parlava la lingua Greca e cioè nel
periodo Bizantino. La prima testimonianza che parla della chiesa di Pugliano è
del 15 novembre 1076 (documento proveniente dal monastero di S. Sebastiano in
Napoli, retto dai monaci Basiliani). Una nobile napoletana di nome Maria
faceva il suo testamento. Dopo di aver lasciato in eredità varie somme a molte
chiese napoletane dice: “At S. Maria at Pugnanum tari otto”. Il Capasso dice:
“Mi pare che S. Maria at Pugnanum sia la stessa che S. Maria a Pugliano celebre
Santuario”. Fin dai tempi più antichi la Madre del Signore è stata celebrata
nel Santuario di Pugliano in una delle feste liturgiche più antiche, cioè il
giorno dell’Assunta, (15 agosto) memoria antichissime e primaria della Vergine
(cfr. il Galante – Memoria del Santuario di Pugliano anno 1875).
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MARIA MODELLO DI VITA CRISTIANA
Una devozione semplice ed intensa alla
Madre di Dio ha costantemente segnato la vita della Chiesa ercolanese,
accompagnata dalle immagini che la rappresentano. Per l’uno e per l’altro le
antiche tradizioni riportano le origini ai tempi primitivi della Chiesa. L’immagine
della Vergine viene sempre circondata dall’Apostolo
Pietro e da S. Aspreno, primo vescovo di Napoli,
della “Gens Nonia “, fiorente famiglia di Ercolano. (Cfr il Galante o. c.).
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LA BASILICA E PIAZZA PUGLIANO DALL’800 AD OGGI
Da una stampa francese, che riporta l’eruzione
del Vesuvio del 22 ottobre 1822 e la facciata della nostra Chiesa con la
piazza, possiamo notare che a fianco al campanile seguiva
un porticato con quattro arcate prive di cancelli, invece delle attuali tre. La
quarta arcata restava aperta anche da via Trentola, e a differenza delle altre tre non aveva porta d’ingresso
nella Chiesa. Verso il 1860, l’Amministrazione comunale, per un discorso di illogica simmetria, dispose la muratura di questa quarta
arcata ed i tre portici che restarono furono chiusi con cancelli. Solo nel 1888
fu commissionato l’orologio pubblico tutt’ora esistente. Fu in quel periodo, quindi che la facciata
assunse l’attuale forma. La grande piazza appariva
invece tutto un piano solo con dei cimoni di lava
vulcanica che qua e là si ergevano anche fuori dal piano. Dalla stampa è
inoltre possibile osservare due Croci dal lato della congregazione ed una folta
boscaglia dove sorgeva la stazione della Circumvesuviana fino agli anni
sessanta.
Attualmente la piazza risulta trasformata in vari giardini divisi
da tre strade con pavimentazione in pietra vulcanica.
In questi giorni si stanno effettuando
i lavori per la realizzazione del nuovo progetto di risistemazione
della piazza. Il progetto, opera degli ingegneri P. Scognamiglio e N. Di Martino e dell’architetto S. Solaro.
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